Tre sull’altalena
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  • 10 marzo 2013
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di Luigi Lunari

regia di Mario Gricinella

con: Pino Presciutti, Roberto Paoletti, Giovanni Filipponi, Daniela Mancone

Note di regia

In “Tre sull’altalena” si crea il pretesto per raccontare le vicende di tre uomini a prima vista molto diversi e che apparentemente non hanno assolutamente nulla da dirsi. I soli argomenti di conversazione non possono che essere “i temi fondamentali dell’esistenza”: vita e morte, libertà e costrizione, scienza e mistero, ragione e fede. La stanza si rivela un luogo diverso per ognuno dei protagonisti che, conoscendosi, scopriranno di essere quanto mai uniti dalla loro insicurezza, che si trasforma in paura dell’inspiegabile. I dialoghi si succedono all’inizio liberi da ogni giudizio di merito e di convenienza e non avendo alcuna funzione pratica non possono che portare piano piano ad averne una assoluta. Ci è parso quindi opportuno allestire una scenografia semplice ed essenziale per rappresentare il “non luogo” dove i tre personaggi forse casualmente si incontrano. Un’essenzialità che lascia in primo piano la parola, esalta la forza drammaturgica del testo, ricco di colpi di scena, momenti esilaranti, ma anche intriso d’intensità drammatica. I ritmi serratissimi e la finissima ironia sono gli ingredienti forti di questa commedia che hanno fatto dire a un maestro come Dario Fò: “Tre sull’altalena” è una macchina di fantastica fattura. Io l’ho letta di un fiato, ridendo a bocca spalancata. E’ una delle poche invenzioni teatrali per le quali valga la pena uscire la sera a Milano, sobbarcarsi il rito della vestizione, prenotare il biglietto, prendere il taxi, starsene seduti in una sala stipata di gente…”

La trama

Un commendatore, un capitano dei servizi, un professore si trovano nello stesso luogo per tre ragioni diverse: il commendatore per un incontro galante, il Capitano per trattare un acquisto di materiale bellico, il professore per ritirare le bozze di stampa di un suo libro. Ma cos’è esattamente quel luogo? Un discreto e comodo albergo, un luogo di affari, o una casa editrice? È possibile che tutti e tre abbiano avuto l’indirizzo sbagliato? Questa situazione strana accresce il mistero, anche perché un allarme per un’esercitazione antinquinamento impedisce loro di uscire. Durante la notte che sono costretti a passare insieme, i tre giungono a sospettare che la stanza potrebbe essere davvero un’anticamera per l’aldilà, e che probabilmente essi sono già morti, e in attesa del Giudizio. I tre reagiscono a questa prospettiva secondo le rispettive caratteristiche psicologiche: il commendatore è spaventato ed ansioso, il capitano non trova niente di misterioso nella situazione e resta assolutamente indifferente, il professore usa tutta la sua logica filosofica per spiegare il fenomeno come un fatto naturale e logico. Una donna delle pulizie si unisce al terzetto e dice cose talmente ambigue da far nascere nei tre malcapitati un nuovo grande enigma: è realmente una donna delle pulizie, o molto di più? Sul finale quando la donna esce, senza svelare il mistero, un lungo suono della sirena indica che l’allarme per l’emergenza è finito. I tre sono pronti ad andare, ma la scena finale ci riserva ancora l’ennesimo colpo di scena.

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